Lo scrittore inglese Sacheverell Sitwell aveva il coraggio ed una forte dose di pessimismo di scrivere una frase terribile: “ La solitudine insieme ad un'altra persona non è condivisa – è moltiplicata”. Lungi da noi dare un giudizio su questo scrittore ma se oggi lo potessimo incontrare gli diremmo che l'accoglienza è un bel modo per combattere la solitudine condivisa o singola. L'ospite inatteso ovvero qualcuno che entra nella tua vita e che mette in discussione i tuoi ritmi; le tue abitudini è sempre qualcosa che volenti o nolenti ci dà da fare. Vediamo con sorpresa che il nostro nucleo famigliare ha spesso delle reazioni ai nuovi ospiti che forse nessuno di noi si aspettava, le inevitabili divergenze sugli stili educativi da offrire a questi ospiti sono alle volte fonte di discussioni salutari tra i membri della famiglia di origine e alle volte con piacevoli sorprese e reazioni inaspettate da parte di queste famiglie che io amo definire “una tribù che balla”. Certo bisogna mettere in conto che “l'0spite inatteso” può andarsene un giorno che tu spesso non sai, ma possiamo essere certi che la nostra vita dopo questi passaggi di simpatici ospiti non sarà più la stessa, per noi che li abbiamo accolti e per loro che sono stati accolti.
Indubbiamente la scelta dell'ospitalità può essere rischiosa se uno si fa delle comprensibili aspettative su chi accoglie, ma crediamo che idealizzare le persone sia molto pericoloso, le persone sono persone reali che vanno viste come potenziali portatori di stupore nella nostra vita e lo stupore va coltivato con l'apertura all'altro e non con la idealizzazione o il rifiuto a priori di chiunque bussa alla tua porta.
L'ospitalità è un sasso lanciato in uno stagno che con i suoi cerchi concentrici muove le acque che possiamo paragonare ad una umanità che forse non conosce i vantaggi del mettere in discussione le proprie certezze ed avvallare le paure più profonde che spesso la rendono troppo cinica e troppo ripiegata su stessa, forse troppo sola e le parole dello scrittore Sitweel sembrano incredibilmente vere.
Clemente Federica e Roberto Tamelli
Volontari Associazione Reti di Famiglie Accoglienti
Gruppo di Carpi (MO) – Unione Terre d’Argine
