famiglie raccontoAndrea e Samanta

La nostra famiglia ha accolto un bimbo di sette anni attraverso un progetto di affido diurno. Il nostro compito era quello di prenderlo all'uscita da scuola e tenerlo con noi per tutto il pomeriggio, per poi riportarlo a casa dalla sua mamma prima di cena.
L'obiettivo di questi pomeriggi per Giacomo era di conoscere il mondo fuori casa sua, facendo cose che per un bimbo della sua età sono scontate come ad esempio giocare al parco, correre, conoscere amici, saltare sulle reti elastiche, fare una gita in un parco acquatico o andare in piscina... in altre parole vivere la sua infanzia.
In questa esperienza i nostri figli hanno accolto molto bene Giacomo e sono diventati parte attiva dell'accoglienza. Ad esempio nostro figlio più grande gli ha insegnato ad andare in bicicletta, mentre nostra figlia ha creato con lui un bel rapporto di amicizia. Tutti momenti e ricordi belli che, a parte la fatica di condividere gli spazi della casa e le attenzioni dei genitori, sono molto vivi in loro.
Questa esperienza crediamo abbia aiutato Giacomo e indirettamente la sua mamma e per questo siamo contenti di averlo fatto. Ovviamente non sono mancate difficoltà e tensioni, ma grazie alla rete di famiglie che ci ha supportato siamo riusciti ad essere vicini a lui con tutta l'attenzione possibile. Ricordiamo con piacere anche la bella collaborazione che abbiamo avuto con gli operatori dei servizi sociali del territorio per portare avanti questo progetto di sostegno.

 

Ester Teresa

Ho conosciuto la situazione di Riccardo tramite una amica, che già era impegnata ad aiutare la famiglia.
Riccardo aveva 3 anni e viveva con la mamma separata che lavorava e quindi faticava ad avere il tempo necessario per accudirlo.
È iniziato così un sostegno che è durato diversi anni e che si è intensificato dopo che la mamma ha avuto un secondo figlio con il nuovo compagno. Il nostro aiuto andava dall'ospitarlo a pranzo, ad accompagnarlo a scuola, ma anche a seguirlo per quanto riguardava lo studio compreso parlare con i suoi insegnanti.
Riccardo si è diplomato e poco dopo ha trovato lavoro. Oggi ha 23 anni e quando ha un problema o un dubbio mi chiama e cerchiamo di risolverlo insieme. Per me è come un nipote, continua ad essere molto legato sia a me che a mo marito che mi ha sempre appoggiato in questa scelta.
Per aiutare un bambino e la sua famiglia occorre mettere da parte diffidenze e pregiudizi, ed essere convinti che ciò che si fa è solo per amore.

 

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