L’esperienza di accoglienza non può e non deve essere sostenuta nella solitudine della singola famiglia.

Per questo motivo l’Associazione Venite alla Festa, le associazioni partner insieme alla Cooperativa Eortè hanno dato vita, sul territorio di riferimento, alla realtà delle Reti di famiglie quale forma ed espressione di cittadinanza attiva protagonista della vita sociale, capace di esprimere e sostenere la cultura dell’accoglienza.

Il progetto sviluppa la realtà della rete quale forma di sussidiarietà orizzontale che si esprime attraverso il confronto, il “sentirsi accolti”, il “poter condividere esperienze positive e fatiche”.

Nel progetto tutte le famiglie mettono in gioco le proprie specifiche competenze educative e relazionali che derivano dall’esperienza e dalla formazione di ciascuna di esse.

La rete vuole quindi essere una proposta di esperienza di gruppo, oltre che di servizio, basata sulla condivisione delle scelte di solidarietà: un gruppo, quindi, di persone e famiglie capaci di porsi in atteggiamenti di aiuto e di ascolto sia reciprocamente tra di loro che verso l’esterno.

Uno degli elementi significativi è la stimolante esperienza di intreccio tra operatori e famiglie, che insieme lavorano con i medesimi obiettivi. Essa oltre a dimostrarsi uno dei punti di forza del modello operativo di queste reti, ha offerto la possibilità di sperimentare l'attuazione di una nuova professionalità sociale in grado di collaborare con le risorse informali, oltretutto valorizzandole.

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famiglie raccontoAndrea e Samanta

La nostra famiglia ha accolto un bimbo di sette anni attraverso un progetto di affido diurno. Il nostro compito era quello di prenderlo all'uscita da scuola e tenerlo con noi per tutto il pomeriggio, per poi riportarlo a casa dalla sua mamma prima di cena.
L'obiettivo di questi pomeriggi per Giacomo era di conoscere il mondo fuori casa sua, facendo cose che per un bimbo della sua età sono scontate come ad esempio giocare al parco, correre, conoscere amici, saltare sulle reti elastiche, fare una gita in un parco acquatico o andare in piscina... in altre parole vivere la sua infanzia.
In questa esperienza i nostri figli hanno accolto molto bene Giacomo e sono diventati parte attiva dell'accoglienza. Ad esempio nostro figlio più grande gli ha insegnato ad andare in bicicletta, mentre nostra figlia ha creato con lui un bel rapporto di amicizia. Tutti momenti e ricordi belli che, a parte la fatica di condividere gli spazi della casa e le attenzioni dei genitori, sono molto vivi in loro.
Questa esperienza crediamo abbia aiutato Giacomo e indirettamente la sua mamma e per questo siamo contenti di averlo fatto. Ovviamente non sono mancate difficoltà e tensioni, ma grazie alla rete di famiglie che ci ha supportato siamo riusciti ad essere vicini a lui con tutta l'attenzione possibile. Ricordiamo con piacere anche la bella collaborazione che abbiamo avuto con gli operatori dei servizi sociali del territorio per portare avanti questo progetto di sostegno.

Ester Teresa

Ho conosciuto la situazione di Riccardo tramite una amica, che già era impegnata ad aiutare la famiglia.
Riccardo aveva 3 anni e viveva con la mamma separata che lavorava e quindi faticava ad avere il tempo necessario per accudirlo.
È iniziato così un sostegno che è durato diversi anni e che si è intensificato dopo che la mamma ha avuto un secondo figlio con il nuovo compagno. Il nostro aiuto andava dall'ospitarlo a pranzo, ad accompagnarlo a scuola, ma anche a seguirlo per quanto riguardava lo studio compreso parlare con i suoi insegnanti.
Riccardo si è diplomato e poco dopo ha trovato lavoro. Oggi ha 23 anni e quando ha un problema o un dubbio mi chiama e cerchiamo di risolverlo insieme. Per me è come un nipote, continua ad essere molto legato sia a me che a mo marito che mi ha sempre appoggiato in questa scelta.
Per aiutare un bambino e la sua famiglia occorre mettere da parte diffidenze e pregiudizi, ed essere convinti che ciò che si fa è solo per amore.

Sandra

“Mi chiamo Sandra ho 55 anni sono coltivatrice agricola, sono sposata ho 3 figli e 1 nipote. I miei hobby: nuotare, leggere fare giardinaggio ecc. Mi sono avvicinata a questo progetto perché penso che nella società che viviamo ora manca l'approccio di aiutare chi si trova in difficoltà. Ho deciso di farne parte per dare una mano a chi ha bisogno."

Ilaria

“Mi chiamo Ilaria, ho 39 anni e sono una grafica pubblicitaria. Sono sposata da due anni e abbiamo due bambini. Ho deciso di fare parte di questo progetto perché, a volte, anche un piccolo aiuto può fare la differenza per qualcun'altro. La vita di tutti i giorni ha ritmi sempre più frenetici, viviamo in una società concentrata solo sul bisogno di noi stessi e a fatica ci accorgiamo di cosa ci accade intorno. Alzare la testa e capire che qualcuno è in difficoltà può aiutare quel qualcuno, ma aiuta anche noi stessi. Ci aiuta a creare una comunità più "sana" e serena intorno a noi, in cui crescere i nostri figli, aperta alla condivisione e all'ascolto.”

Elena e Luca

“Salve, siamo Elena e Luca, abitiamo a Carpi e abbiamo due bambini. Io faccio l'inserviente al nido e alle elementari, lui l'assicuratore. Questo progetto ci interessa perché pensiamo che sia il modo "giusto" di aiutare altre famiglie. La vicinanza sia fisica che di "cuore" allevia il dolore di chi si sente in difficoltà e arricchisce l'animo di chi presta il suo tempo gratuitamente all'altro. Non abbiamo ancora intrapreso esperienze dirette ma, per il momento, ascoltiamo le esperienze dei nostri compagni di gruppo.”

 

Reti di famiglie accoglienti

è un progetto promosso da

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Ass.ne "Venite alla festa"

Info e Contatti

Cell. 3406794288

Mail: info@retidifamiglie.it

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